Ritratti, Saggi dispersi

“Codice Siciliano” di Stefano D’Arrigo nello scrigno della Biblioteca Totiana

TRA I CIRCA 15 MILA VOLUMI DELLA BIBLIOTECA TOTIANA, c’è un solo libro di Stefano D’Arrigo, ma si tratta di una edizione rara. E’, infatti, la prima di “CODICE SICILIANO”, la raccolta di poesie uscita in tiratura limitata nel 1957, per i tipi dell’editore Scheiwiller, nella collana (ma di più: un marchio editoriale vero e proprio) “All’insegna del pesce d’oro”.

L’edizione è preziosa, ne furono stampate 350 copie numerate, quella in possesso della “Totiana” è la numero 236. Il formato, dalla leggendaria e semplice eleganza in carta giallina, è quello “taschinabile”, la nostra copia è collocata in un settore dedicato a libri di formato ridotto, tra cui compaiono altri “pezzi” rari. Ma la particolarità che rende il nostro “Codice Siciliano” ancora più raro è il frontespizio che reca la firma di Stefano D’Arrigo, con una dedica a Carlo Salinari, storico della letteratura italiana (generazioni di studenti si sono formati con il suo “Miti e coscienza del decadentismo italiano”) che fu protagonista della resistenza romana e amico fin da quegli anni di Gianni Toti.

Che il libro di D’Arrigo sia finito nella biblioteca di Toti per un dono dell’amico è certo, che il dono sia stato in un certo senso reso più facile dalla distanza che Salinari poteva avere sulla prova poetica di D’Arrigo, lontana dalle sue predilezioni critiche, è possibile (ne è prova che nella ampia bibliografia d’arrighiana, che si può scorrere nel numero monografico che la rivista “L’illuminista” ha dedicato nel 2009 a D’Arrigo, tra tanti nomi illustri non compare quello di Salinari, che pure distratto non era sul panorama della nuova letteratura del secondo dopoguerra).

Per quanto posso dire, per me l’anno d’arrighiano che celebrerà il cinquantesimo anniversario della pubblicazione di Horcynus Orca è iniziato, dunque, nel migliore dei modi. Adesso attendiamo l’arrivo nelle librerie della nuova edizione del romanzo (il 25 febbraio), con il saggio “storico” di WALTER PEDULLÀ (è triste che non ci sia, ma il suo nome e il suo ricordo riempiranno gli eventi programmati), un testo dello scrittore GIORGIO VASTA e una postfazione di SIRIANA SGAVICCHIA.

Siriana Sgavicchia VERRÀ AD ALATRI ALL’ASSOCIAZIONE GOTTIFREDO, il 23 e 24 maggio per presentare questa nuova edizione del capolavoro di D’Arrigo,. Intanto cureremo di aggiornare il sito che dieci anni fa, per il quarantennale di Horcynus Orca, accompagnò il convegno di ARCINAZZO – TREVI “La montagna rovesciata nel mare di D’Arrigo”.

In questo sito si può trovare la mia intervista a Walter Pedullà, che racconta del perché Arcinazzo sia importante per l’Horcynus Orca. E come il ritorno di ‘Ndria Cambria alla sua comunità di pescatori, interrotto dalla morte, faccia riecheggiare in lui il dolore ancora vivo di un altro “nostos” conclusosi tragicamente, quello di Gesumino Pedullà, che di Walter era il fratello maggiore, da Alatri alla sua Siderno.

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