Due grandi scatole piene di dattiloscritti, manoscritti, appunti, relazioni didattiche, progetti editoriali e, soprattutto poesie, quelle del Cattivo Ladrone ma anche tante altre scritte prima e dopo la chiusura della raccolta “principe” che, come ricorderanno coloro che mi hanno seguito nella ricerca sulla vita e l’opera di Guido Barlozzini, porta come date di inizio e chiusura il 1943 e il 1976.
Le due scatole mi sono state fatte recapitare (tramite il mio amico Felice Rolletta) dalla signora Anna, vedova di Michele Settanni, che insieme con il marito acquistò, dopo la morte di Guido, la casa che egli possedeva, per sé e la famiglia, ad Alatri. L’appartamento dove soggiornava l’estate e teneva libri, carte di lavoro, bozze e progetti di opere, tutto ciò che era parte del suo quotidiano e inesauribile prodigarsi intellettuale e, perciò, della sua vita.
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