Guido Barlozzini, memoria, Ritratti, viste e sentite

Alla fine della ricerca, la poesia che Guido ha vissuto

“La ricerca non ha fine”. La copertina dell’autobiografia di Karl Popper me l’ha inviata un amico con un messaggio whatsapp quando gli ho comunicato (essendomi affidato al consiglio della sua sapienza e esperienza) che la mia ricerca su Guido Barlozzini, che pure sto concludendo, apre sempre nuove piste, tanto da farmi ritenere (e temere) che non possa mai dichiararla esaurita.

È così, interrogare in profondità la vita e l’opera di una persona, di un intellettuale dalle molteplici e complesse esperienze come è stato Guido Barlozzini, propone sempre nuove domande: punti in ombra da chiarire, testi di cui si viene a conoscenza grazie a riferimenti indiretti accennati in qualche lettera ma che nessuno ha mai trovato, congetture suggerite da sintetici appunti vergati su fogli sparsi e senza data, snodi biografici che sembrano nascondere sviluppi in grado di cambiare la prospettiva, il giudizio, la rappresentazione complessiva della sua figura. E, tuttavia, a un certo momento dell’indagine, quando si raggiunge la convinzione che il più sia stato trovato e spiegato, e che la ricerca sia stata condotta con scrupolo, bisogna rassegnarsi a mettere il punto finale.

Continua a leggere →
Standard
Guido Barlozzini, memoria, Ritratti

QUELLO CHE SO DI GUIDO: una sintetica biografia antiwikipediana

Il 17 settembre del 1980 moriva, improvvisamente, Guido Barlozzini. Ho voluto sintetizzare in una nota l’ampio profilo bio-bibliografico che ho scritto per una prossima pubblicazione. In realtà, questo testo era stato pensato per inserirlo, con le dovute modalità (e cioè, innanzi tutto. molto più stringato) sull’enciclopedia on line Wikipedia. Ma non è semplice, bisogna saper rinunciare a quello che le regole wikipediane ritengono (a ragione, dal loro punto di vista) superfluo. Una delle regole che avrei infranto, a detta di uno della “comunità” che, con altri, si è prontamente attivato per aiutarmi, dipenderebbe dal fatto che, vista la “pervicacia” con la quale sto insistendo per la pubblicazione della “voce Guido Barlozzini”, tradirei un accanimento tale da far sospettare “un conflitto di interessi”: vuol dire che sarei poco neutrale o forse interessato per qualche altra ragione (per soldi?). Non sono riuscito finora nè a fare i tagli necessari, nè a velare lo scritto dell’asetticità necessaria. Pazienza, ci proverò ancora. Intanto, però, non voglio che l’anniversario passi inosservato e per pubblicare questa breve nota mi auto-ospito sul mio blog, che certo ha regole meno ferree e più discutibili, ma, come avrebbe detto Woody Allen, mi permette di divertirmi di più. E di assolvere un dovere, ricordando un uomo che lo merita.

Guido Barlozzini (Roma, 21 luglio 1921 – Alatri, 17 settembre 1980), storico della letteratura, poeta, docente, autore e curatore di testi scolastici e universitari, opinionista per quotidiani e riviste, sceneggiatore di film didattici e programmi radiofonici, dirigente del PCI e consigliere comunale di Alatri (dal 1952 al 1970), studioso della poesia del Novecento e della Divina Commedia. E’ assistente volontario di Giuseppe Ungaretti dal 1945 al 1958 nella cattedra di letteratura italiana moderna e contemporanea dell’Università La Sapienza di Roma.

La sua attività non si esaurisce in questa breve sintesi che ha l’intento di dare solo un rapido resoconto dei suoi molteplici e profondi interessi culturali. Difficilmente riassumibile è, infatti, l’intensità della sua presenza nella vita culturale della seconda metà del secolo XX e l’ampiezza dei rapporti di collaborazione con alcuni degli intellettuali – scrittori, poeti, registi – dell’Italia di questo periodo. Guido Barlozzini è stato un intellettuale a tutto tondo che, pur appartato e apparentemente “ai margini”, ha influenzato e formato generazioni di giovani, studenti e non, che nel tempo ne hanno custodito e tramandato, con affetto, la memoria.

Continua a leggere →
Standard
Guido Barlozzini, memoria, Ritratti, viste e sentite

In due scatole, conservate in soffitta, inediti sorprendenti di Guido, e un’ironica partecipazione a “Campanile Sera”

Due grandi scatole piene di dattiloscritti, manoscritti, appunti, relazioni didattiche, progetti editoriali e, soprattutto poesie, quelle del Cattivo Ladrone ma anche tante altre scritte prima e dopo la chiusura della raccolta “principe” che, come ricorderanno coloro che mi hanno seguito nella ricerca sulla vita e l’opera di Guido Barlozzini, porta come date di inizio e chiusura il 1943 e il 1976.

Le due scatole mi sono state fatte recapitare (tramite il mio amico Felice Rolletta) dalla signora Anna, vedova di Michele Settanni, che insieme con il marito acquistò, dopo la morte di Guido, la casa che egli possedeva, per sé e la famiglia, ad Alatri. L’appartamento dove soggiornava l’estate e teneva libri, carte di lavoro, bozze e progetti di opere, tutto ciò che era parte del suo quotidiano e inesauribile prodigarsi intellettuale e, perciò, della sua vita.

Continua a leggere →
Standard
Guido Barlozzini, memoria, partecipazione

Succede a A provincia di F, la scuola sbagliata di sessanta anni fa

ANNO 1964, GUIDO BARLOZZINI, con lo pseudonimo di MARZIO, racconta su PAESE SERA la singolare vicenda occorsa a un comune il cui nome inizia con A in una provincia il cui nome comincia con F.

Guido usa le iniziali, per avvalorare, dandogli un significato esemplare, il caso che descrive: in quel comune, che ha ottenuto un finanziamento per costruire un edificio scolastico, l’istituto per l’avviamento professionale, questi soldi rischiano di svanire perchè la nuova scuola media (che dalla fine del 1962 ha inglobato l’avviamento, creando un percorso di studi unitario) non viene ritenuta (dalla burocrazia ministeriale) la legittima erede di quei fondi: insomma per l’avviamento sì, per la nuova scuola media che ha inglobato l’avviamento no.

Continua a leggere →
Standard
capitale umano, Guido Barlozzini, memoria, Ritratti, viste e sentite

Il film mai realizzato di Cesare Zavattini e Vincenzo Mazzocchia

La data della scheda dell’archivio Zavattini è 19 gennaio 1958 e la descrizione è molto precisa: “Si tratta di un soggetto che Cesare Zavattini scrisse in collaborazione con Vincenzo Mazzocchia. Nel corso del 1958 è documentata una collaborazione tra Cesare Zavattini, Vincenzo Mazzocchia e Guido Barlozzini relativa a un progetto di film da realizzare in Egitto”.

Il fascicolo contiene un soggetto dal titolo, provvisorio, “Io sono papà”, il cui protagonista è uno straccivendolo che si chiama Tonin. Non saprei dire se il film da realizzare in Egitto sia lo stesso del soggetto, potrebbe essere così perché l’ambiente nel quale si svolge la vicenda è quello degradato di un villaggio di stracci, ma la didascalia potrebbe anche alludere a un altro progetto di cui non sia restata traccia nell’archivio. Ho chiesto qualche chiarimento ai responsabili del Fondo Zavattini, depositato nella biblioteca Panizzi di Reggio Emilia, ma senza averne informazioni più precise.

Continua a leggere →
Standard
Guido Barlozzini, memoria, Ritratti, viste e sentite

Guido Barlozzini nello “Specchio” della Mondadori, altre puntate del mio diario di ricerca

In un prezioso volumetto, che è conservato nella Sala Falqui della Biblioteca Nazionale di Roma, abbiamo forse le prime poesie pubblicate da Guido Barlozzini, “Dedica” e “Canto di portatori”, precedenti certamente al 1948 e che si ritrovano, seppure con titolo diverso, nell’inedito che le raccoglie tutte, “Il Cattivo Ladrone”, il cui dattiloscritto porta le date di inizio e fine 1943-1976.

Continua a leggere →
Standard
Guido Barlozzini, memoria, Ritratti

“Caro Cesare, grazie della tua bella e rara amicizia”. L’ultima lettera di Guido Barlozzini a Cesare Zavattini

Il primo riscontro del rapporto tra GUIDO BARLOZZINI e CESARE ZAVATTINI, stando ai diari del Maestro del neorealismo, lo troviamo il 17 febbraio 1947, quando UNGARETTI chiede a Zavattini un incontro, perché vuole raccomandare “il suo sostituto” per farlo lavorare “in qualche modo”.

Un incontro diretto c’è più di un mese dopo, il 27 marzo 1947, e Zavattini annota il giorno successivo: “Sono tutti in gamba questi 24-25enni nati sotto il fascismo. Capiscono tutto ciò che dico (come ieri Barlozzini e un suo amico). Io mi sento sempre più ignorante. Come rimediare? Troppo tardi”.

È evidente l’ironia, ma che questi giovani siano capaci di mettere in difficoltà un intellettuale già navigato e della tempra di Zavattini è provato da uno scambio di lettere tra i due di qualche anno dopo, nell’ottobre del 1950, sul tema delicato della collaborazione di Zavattini con il nuovo settimanale della Mondadori Epoca, di cui Guido gli chiede conto (qui apprendiamo di una conoscenza avvenuta già nel 1945).

Continua a leggere →
Standard
Senza categoria

Guido, l’assistente volontario del professor Ungaretti

Nemmeno l’autorevole perorazione di GIUSEPPE UNGARETTI riesce ad ottenere che il dottor GUIDO BARLOZZINI sia promosso da “assistente volontario” a assistente straordinario, ottenendo così non solo uno stipendio adeguato alla quantità e alla qualità del lavoro svolto ma, soprattutto, un ruolo consolidato all’interno del personale docente della cattedra di letteratura italiana contemporanea dell’Università La Sapienza.

Le vicissitudini della “carriera” universitaria di Barlozzini sono documentate nel suo fascicolo personale depositato nell’Archivio storico dell’Università romana e coprono un arco di tempo che va dal 1945 al 1958.

Si tratta di una storia di speranza, attesa e delusioni che si conclude con il “dimissionamento d’ufficio” quando Ungaretti, al raggiungimento del settantesimo anno di età, va in pensione e il docente che gli subentra, GIACOMO DEBENEDETTI (un grande “irregolare” che avrà, anche lui, una contrastata e irrisolta carriera universitaria), di fatto liquida Barlozzini e DARIO PUCCINI, l’altro assistente volontario del grande poeta, e sceglie per sostituirli WALTER PEDULLÀ (che con Debenedetti aveva studiato a Messina) e FRANCO GRISI. La lettera di Debenedetti è del 13 dicembre 1958, il decreto del Rettore UGO PAPI, che sancisce la fine della carriera universitaria di Guido perché non svolge più alcuna attività ed è perciò considerato “dimissionario d’ufficio” arriva un mese dopo, il 12 gennaio 1959.

Continua a leggere →
Standard
memoria, Ritratti

Guido Barlozzini, il comunista

É stata scattata il 18 settembre 1980, è la foto dei funerali laici di Guido Barlozzini, morto per infarto il giorno prima mentre prendeva la corriera per rientrare a Roma per l’inizio dell’anno scolastico. A portare la bara sono – da sinistra – i compagni Franco Padovani, Cesare “il capostazione”, Alvaro Frasca, all’epoca segretario della sezione del PCI di Alatri, Giovannino Di Vico (il cui figlio Valerio mi ha gentilmente dato la foto, che porta sul retro la data, anche se con l’anno sbagliato – 1981 invece di quello giusto). Dietro il feretro si riconoscono i famigliari di Guido, la figlia Beatrice e la moglie Tina e, in seconda fila, insieme con altri giovani militanti, il figlio Alessandro.

Vedo ritratte persone che non ci sono più e che non mi meraviglia siano presenti, noto con sorpresa che, almeno stando a questa immagine, c’è meno gente di quanta io ne abbia finora ricordata ma, forse, si tratta di un inganno dell’inquadratura perché sullo sfondo, a fianco del portone di ingresso del Comune spalancato si scorgono alcuni ragazzi che per vedere il corteo si sporgono da un piano più alto della piazza, forse dal palco che evidentemente era stato collocato proprio davanti al Palazzo, sede allora dell’aula consiliare. La cerimonia funebre, dunque, viene fotografata nel momento della sua conclusione.

Barlozzini era stato consigliere comunale di Alatri per diversi anni, suppongo (gli archivi storici del comune non sono attualmente consultabili) dal 1952 al 1970: l’unico registro dei verbali delle sedute consiliari del periodo che ho trovato è dell’anno 1966, che attestano la presenza di Guido in alcune sedute, una conferma mi è arrivata dai ricordi diretti di Americo Di Fabio che in quegli anni – dal 1965 al 1974 – fu segretario del sindaco Costantini.

Continua a leggere →
Standard
memoria, Ritratti

DIMENTICARE GUIDO PER CONOSCERE BARLOZZINI

Quella che segue è una nuova puntata del mio diario di ricerca su Guido Barlozzini, che tengo su facebook con una certa regolarità e che, però, anche per lasciarne una traccia più profonda di quella concessa dalla rapidità e brevità di circolazione dei post, di tanto intanto pubblico su questo blog (quello precedente è del 18 settembre)

È una ricerca che, finora, ha prodotto più domande che risposte. Ci sono interi capitoli della biografia personale e intellettuale di Barlozzini che debbono essere riempiti. La sua militanza politica nel Partito d’Azione, per esempio, prima di approdare nel Partito comunista, dopo lo scioglimento di questa formazione politica, ricordata ancora oggi per la sua importanza nel periodo resistenziale (nei gruppi di Giustizia e Libertà) e per l’alto tasso di intellettuali presenti tra i suoi militanti.

Oppure gli anni del suo servizio militare, tra il 1941 e il 1944, su cui alcune scarne, ma indicative, informazioni si possono trarre da un appunto, conservato nel fascicolo personale depositato nel Liceo dove Barlozzini insegnò per circa un decennio (fino al 1961), con la pausa di due anni tra il 1956 e il 1958 passati al liceo francese Chateaubriand di Roma (Barlozzini era apprezzato traduttore da quella lingua). Nell’appunto, vergato ai fini di una pratica di ricostruzione della carriera, datato 1953, si ricorda che il giovane professore era stato allievo sottoufficiale, poi tenente, e che aveva partecipato ad azioni nel Mediterraneo ma dopo l’8 settembre del 1943 si era sottratto “alla cattura in territorio metropolitano occupato dai tedeschi per ricongiungersi a un comando italiano”.

Continua a leggere →
Standard