In un prezioso volumetto, che è conservato nella Sala Falqui della Biblioteca Nazionale di Roma, abbiamo forse le prime poesie pubblicate da Guido Barlozzini, “Dedica” e “Canto di portatori”, precedenti certamente al 1948 e che si ritrovano, seppure con titolo diverso, nell’inedito che le raccoglie tutte, “Il Cattivo Ladrone”, il cui dattiloscritto porta le date di inizio e fine 1943-1976.
La sede è prestigiosa, perché il libro, uscito nell’ottobre del 1949, è la raccolta dei poeti selezionati per il Premio Saint-Vincent per la poesia edizione 1948 (che credo non abbia avuto altro seguito, sostituito probabilmente già pochi anni dopo dal tuttora esistente Premio Saint-Vincent per il giornalismo). Il riconoscimento, in quel 1948, è assegnato da una giuria della quale fa parte Giuseppe Ungaretti e tra i concorrenti annovera personalità di assoluto valore, “ventun poeti – scrive lo stesso Ungaretti in una breve premessa al volume – alcuni di fama già salda, altri alle loro prime armi e tutti (…) avremmo voluto onorare non solo segnalandone il nome e raccogliendone qualche componimento, se avessimo potuto disporre di ventidue premi e non solo di due”.
I due vincitori sono Sergio Solmi e Alfonso Gatto (che ricevono trecentomila lire ciascuno), ma Guido è in una compagnia di cui sono parte, per esempio, Pier Paolo Pasolini, Andrea Camilleri, Maria Luisa Spaziani, e soprattutto i suoi versi approdano in una collana raffinata quale era già allora “Lo Specchio” della Mondadori, che nello stesso giro di anni stava pubblicando poeti come Quasimodo, Sinisgalli, Cardarelli: insomma, l’esordio non poteva essere migliore.

Il dopo, però, non è stato pari alle premesse, perché Guido che pure viene frequentemente ricordato come poeta o “giovane poeta” (da Maria Orti, nel 1955, quando lo presenta come traduttore di De Musset), di poesia in vita – a quanto almeno sono riuscito a ricostruire – ha pubblicato poco: appena una lirica nel 1947, l’anno prima delle due dello “Specchio”, in una plaquette collettiva introvabile curata da Ungaretti (del testo di Guido conosciamo solo il titolo “Persefone”). E dopo morto, un piccolo repertorio di poesie tratte dal “Cattivo Ladrone”, sull’ultimo fascicolo del 1980 della Rivista Trimestrale, presentate da Erasmo Valente, e una, “La tua sera ritrova”, presa sempre dal suo inedito, datata “Roma occupata 1943”, in una antologia poetica della Resistenza italiana, curata nel 1995 da Giacinto Minnocci e Gerardo Vacana per l’amministrazione provinciale di Frosinone.
Troppo poco per non esserci altro. Prima o poi si troverà.
(14 maggio 2026)
LE POESIE SULLA RIVISTA TRIMESTRALE
“LA RIVISTA TRIMESTRALE”, diretta da FRANCO RODANO, l’ispiratore del cosiddetto “cattocomunismo” che molto influenzò l’elaborazione politica del PCI di ENRICO BERLINGUER negli anni settanta dello scorso secolo (per esempio, “il compromesso storico”) non dava molto spazio alla poesia. Sceglieva, però, con molta cura i poeti che decideva di pubblicare, nel piccolo spazio di alcune pagine sommerse dentro le centinaia che dedicava alla indagine, filosofica, politica, economica.
NEL POMERIGGIO DI IERI (14 aprile) HO SCOPERTO, sfogliandone la collezione presso la SALA DELLA BIBLIOTECA DELLA FONDAZIONE BASSO, un brevissimo inserto di tre pagine con alcune poesie di GUIDO BARLOZZINI, richiamato in copertina, nel numero 64-66 del periodico.
Si tratta di un numero doppio, a cavallo tra il 1980 e il 1981, uscito alcuni mesi dopo la morte di Guido e perciò la pubblicazione ha tutti i caratteri di un omaggio postumo.
La breve silloge, tratta dall’ultima sezione del “CATTIVO LADRONE”, la raccolta inedita (ancora per poco) delle poesie di Guido, è accompagnata da una nota di lettura di ERASMO VALENTE, che già nel dicembre del 1980 aveva ricordato l’opera poetica di Guido sull’Unità.


NON È STATA UNA SCOPERTA CASUALE. Erasmo Valente, amico di Guido dai giorni dell’Università e della frequentazione di Ungaretti (e autore di una bellissima e rarissima fotografia di Guido nel giorno della sua laurea con i genitori sul piazzale della Sapienza – l’ho ricevuta, con un atto di vera amicizia, da ALESSANDRO BARLOZZINI, figlio di Guido, ed entrerà a far parte dell’inserto fotografico che arricchirà l’edizione del Cattivo Ladrone) aveva pubblicato, fin dal 1965, varie sue poesie sulla Rivista Trimestrale e a me, incappato durante le mie ricerche in questa notizia – mi era subito parso plausibile che su quelle pagine avrei trovato anche i versi di Guido: per l’amicizia che legava i due, per la condivisione del magistero poetico ungarettiano, per una certa consonanza con la scuola rodaniana (ma su questo, c’è da approfondire).
NON SBAGLIAVO e oggi ho avuto la conferma.
Erasmo Valente, nella sua nota, dice che, oltre a quelle del Cattivo Ladrone, “molte altre poesie Guido ha scritto (…) costituiscono un materiale da sistemare ormai in memoriam”. E continua ricordando dell’amico la “confidenza con la poesia che era il suo elemento naturale, al punto che tutto in Guido derivava dalla sua quotidiana, partecipe e ricca visione poetica delle cose”.
E conclude con queste parole: “La poesia ha illuminato la faticosa, difficile vita di Guido B., la poesia ne protegge ora la memoria”. È così. Sentiamo anche noi che è così. È la poesia a proteggerne la memoria.
(15 aprile 2026)
SEMPRE SU GUIDO BARLOZZINI. La foto che potete vedere nell’immagine sottostante mi è stata inviata, con una generosità di cui le sono grato, da ANNA MARIA FIORLETTA, figlia di FLAVIO FIORLETTA che fu assessore al turismo dal 1970 al 1990 e, per tutta la seconda metà del secolo scorso, animatore culturale della nostra città.
E’ UNA FOTO SCATTATA, come si può capire dal particolare della lapide sullo sfondo, nell’Aula Magna del Liceo Classico Conti Gentili (ora Liceo ”Luigi Pietrobono” Alatri), e porta impresse le immagini di tre mitici professori di quell’Istituto: sulla sinistra il preside AULO GRECO, insigne filologo, e GUIDO BARLOZZINI, docente di letteratura italiana e latina, sulla destra GIOVANNI BATTISTA MANTOVANI, docente di storia e filosofia. Insieme a questi tre veri Maestri, e intorno a loro, ragazze e ragazzi di una classe del liceo dell’anno 1959. La pubblico così, senza aggiungere altro, parla da sé sul prestigio del nostro Liceo.

Anna Maria Fiorletta, però, mi ha inviato molto altro: una copia di un’antologia letteraria e storico filosofica in due volumi, curata da Guido Barlozzini con altri due autori (sua è la parte dedicata al Medioevo), edita dalla Nuova Italia e che era finora sfuggita alla mia ricerca bibliografica. E, in aggiunta a questa preziosa copia, un consistente carteggio autografo di Guido con Flavio, su cui mi riprometto di tornare poiché ognuna di queste lettere richiama momenti di storia cittadina (ma non solo di interesse cittadino) meritevoli di essere ricostruiti e ricordati.
LAMENTAVO QUALCHE MESE FA che su Guido ad Alatri fosse rimasta, in fondo, una scarsa documentazione, ricordi generici e poco altro. Stanno venendo fuori, invece, documenti inaspettati che arricchiscono il profilo bio-bibliografico di un intellettuale esemplare della “periferia” del nostro Novecento: della cui memoria, almeno in parte, sto scoprendo più depositari e custodi di quanti, a inizio ricerca, avessi supposto.
(27 Marzo 2026)