memoria

Luigi Pietrobono, un critico controcorrente

Luigi Pietrobono. Dal “Centro al Cerchio”. Un viaggio controcorrente nell’Universo della Commedia. Con un convegno e una Mostra abbiamo ricordato il sessantesimo anniversario della morte di Luigi Pietrobono, l’insigne dantista nato  e vissuto per lunghi periodi ad Alatri. Questa è l’introduzione con cui ho aperto l’incontro di giovedì 27 febbraio. Il primo atto di un programma che avrà i suoi momenti più importanti nel 2021, anno dantesco. Intanto la colonna sonora della Mostra è data – grazie a un audio conservato presso l’Istituto Centrale dei Beni sonori e audivisivi, riprodotto per questa occasione – dalla voce di Pietrobono che legge i Canti della Commedia. 

 

Ringrazio le Autorità presenti e le Istituzioni che rappresentano per la partecipazione al nostro Convegno, promosso insieme dal  Comune di Alatri, l’Associazione Gottifredo, l’impresa sociale – scuola di lingua italiana “Io studio Italiano” con il patrocinio dell’Università per  Stranieri di Perugia, la Società Dante Alighieri e con il sostegno della Fondazione Terzo Pilastro Internazionale, partner di tutte le iniziative più rilevanti dell’Associazione e del Coworking Gottifredo, una struttura dell’Associazione a cui si deve l’ideazione e  l’organizzazione della giornata di oggi.

Un saluto particolare mi sarà concesso rivolgere a Padre Angelo Celani direttore dell’Istituto San Giuseppe Calasanzio di Roma, padre Scolopio che ci ricorda con la sua presenza il legame – anche nel nome di Pietrobono – della nostra città, della nostra città degli studi, con i Padri Scolopi e la ricca e benemerita attività educativa che Essi hanno svolto e svolgono.

La nostra Città ha ricordato negli anni  più volte padre Luigi Pietrobono. Preparando la giornata di oggi, ho potuto accedere alla documentazione dei convegni e delle celebrazioni svolte nel passato, su iniziativa della nostra amministrazione comunale e del Liceo Pietrobono. Continua a leggere

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libri e polemiche

Franco Brugnola scrive un manuale di buona amministrazione. Con un’anima

 

Il manuale di Franco Brugnola, “Utopia di un comune”, è qualcosa in più che un semplice vademecum  dell’amministratore comunale perché ha un’anima. Un’anima, potremmo dire, riformista, di un uomo cioè che crede nelle istituzioni e lotta per migliorare le cose – la società, il proprio comune – facendo il proprio dovere all’interno di esse. Si rivolge agli amministratori, ma soprattutto ai cittadini che, leggendolo e annotando le indicazioni di cui è ricco, possono capire meglio quanto e perché debbono diventare “esigenti” nei loro diritti e rigorosi nei loro doveri”. È un testo ricco di spunti, informazioni, difficilmente riassumibile con puntualità per la mole delle nozioni che vi si trovano e che sono tutte irrinunciabili per un amministratore (non importa se al governo dell’ente o all’opposizione – io sostengo che anche l’opposizione svolge una funzione di governo, sia pure in altro modo e se riesce a trovarlo), ne sintetizzo perciò solo alcuni concetti, quelli che mi paiono decisivi per capire e “utilizzare” al meglio il libro.

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