memoria

Luigi Pietrobono, un critico controcorrente

Luigi Pietrobono. Dal “Centro al Cerchio”. Un viaggio controcorrente nell’Universo della Commedia. Con un convegno e una Mostra abbiamo ricordato il sessantesimo anniversario della morte di Luigi Pietrobono, l’insigne dantista nato  e vissuto per lunghi periodi ad Alatri. Questa è l’introduzione con cui ho aperto l’incontro di giovedì 27 febbraio. Il primo atto di un programma che avrà i suoi momenti più importanti nel 2021, anno dantesco. Intanto la colonna sonora della Mostra è data – grazie a un audio conservato presso l’Istituto Centrale dei Beni sonori e audivisivi, riprodotto per questa occasione – dalla voce di Pietrobono che legge i Canti della Commedia. 

 

Ringrazio le Autorità presenti e le Istituzioni che rappresentano per la partecipazione al nostro Convegno, promosso insieme dal  Comune di Alatri, l’Associazione Gottifredo, l’impresa sociale – scuola di lingua italiana “Io studio Italiano” con il patrocinio dell’Università per  Stranieri di Perugia, la Società Dante Alighieri e con il sostegno della Fondazione Terzo Pilastro Internazionale, partner di tutte le iniziative più rilevanti dell’Associazione e del Coworking Gottifredo, una struttura dell’Associazione a cui si deve l’ideazione e  l’organizzazione della giornata di oggi.

Un saluto particolare mi sarà concesso rivolgere a Padre Angelo Celani direttore dell’Istituto San Giuseppe Calasanzio di Roma, padre Scolopio che ci ricorda con la sua presenza il legame – anche nel nome di Pietrobono – della nostra città, della nostra città degli studi, con i Padri Scolopi e la ricca e benemerita attività educativa che Essi hanno svolto e svolgono.

La nostra Città ha ricordato negli anni  più volte padre Luigi Pietrobono. Preparando la giornata di oggi, ho potuto accedere alla documentazione dei convegni e delle celebrazioni svolte nel passato, su iniziativa della nostra amministrazione comunale e del Liceo Pietrobono.

Particolarmente importanti mi sono sembrati i convegni per il ventennale della morte dello studioso, nel 1980 e quello per il trentennale nel 1990, nei quali abbiamo ascoltato studiosi di grande prestigio, come Aldo Vallone, Giovanni Fallani e il nostro caro professor Giovanni Battista Mantovani che ho informato tra i primi dell’iniziativa di oggi.

Il Convegno del 1980 fu accompagnato da un’importante Mostra documentaria, curata dalla Casa di Dante e da Silvio Zennaro, nipote di Pietrobono e curatore dell’Istituzione romana, oltre che critico dantesco di riguardo. Ho informato la famiglia di Zennaro, scomparso nel 2004, della nostra iniziativa e la figlia e la moglie mi pregano di portarvi i loro saluti e ringraziamenti.

Il Materiale della Mostra, che accompagna il nostro incontro, fu donato al Centro Studi Pietrobono che venne istituito in quella occasione per dare continuità non solo al ricordo dell’illustre studioso, ma anche per rinnovare – con iniziative su autori e aspetti della letteratura italiana – la tradizione degli studi letterari che, come si sa, ha avuto una sede di indiscusso rilievo in Alatri ed è stata particolarmente fiorente intorno al Liceo Classico Conti Gentili e al collegio, tenuto dagli Scolopi per lungo tempo. Fanno fede dell’importanza del Convegno, gli atti allora tempestivamente pubblicati che illuminano a tutto campo il contributo di Pietrobono agli studi danteschi, ma anche la sua figura di religioso, moralista.

Ci siamo, perciò domandati  come affrontare questo appuntamento di oggi, quale novità apportare rispetto al già conosciuto e detto. In sostanza ci siamo chiesti quale “storia” nuova individuare e proporre per attualizzare con nuove conoscenze l’opera vasta di Pietrobono, la sua attività di dantista, di studioso di Giovanni Pascoli e della poesia latina.

La storia che abbiamo individuato è quella che dà il titolo al nostro incontro: “Dal Centro al Cerchio. Un viaggio controcorrente nell’universo della Commedia”. Pietrobono, infatti, è stato uno studioso coraggioso, capace di affrontare di petto – e lo testimoniano i saggi che ho avuto la possibilità fortunata di leggere (solo alcuni rileggere) in queste settimane – le grandi questioni critiche dell’esegesi dantesca, spesso ponendosi contro le opinioni prevalenti e più accreditate del tempo. Basti pensare alla polemica che Egli ebbe con Benedetto Croce: non uno qualunque, ma nemmeno uno da scoraggiare Pietrobono dall’esporre il suo argomentato dissenso. Nella Mostra ricordiamo alcuni momenti di questa polemica, che mosse e investì anche la stroncatura crociana delle poesie di Pascoli, e particolarmente del senso poetico del ricorso a termini familiari, tratti dal dialetto, e dell’onomatopea, che oggi invece riteniamo i tratti essenziali di quella vera e propria rivoluzione del linguaggio poetico compiuta – forse inconsapevolmente, come scrive Giacomo De Benedetti – dal poeta di San Mauro di Romagna  e che segna l’originalità della sua presenza nella letteratura di fine Ottocento e Novecento.

Un critico solitario,dunque., ma non inascoltato. Riaprendo il suo commento della Divina Commedia, che io come tanti altri di voi, ho studiato negli anni del Liceo ho notato un passaggio interpretativo che può essere assunto a chiave di lettura della critica dantesca di Pietrobono. Si trova ad apertura dell’Inferno, al terzo verso, dove Pietrobono spiega il “chè” del verso “ché la diritta via era smarrita” non come normalmente si sostiene, e cioè come una causale, “perché la diritta via era smarrita”, ma come una temporale “quando”, e cioè “quando la diritta via era smarrita” che cambia il senso della terzina, ma costituisce anche quell’impatto sull’orbita della interpretazione “pietroboniana” della Commedia che la porta fuori dal suo corso ordinario per proiettarla verso territori o universi nuovi.

Il Convegno punta – grazie agli autorevoli studiosi che abbiamo con noi – a confermare oppure a smentire o correggere questa traccia della “solitudine” del maestro, della sua analisi controcorrente. Marcello Carlino, parlerà di allegoria, struttura e poesia nella Commedia. Angelo Boezi, proporrà un profilo del Pietrobono lettore di Dante, Nicola De Nisco illustrerà la lunga collaborazione di Pietrobono con l’Università per Stranieri di Perugia, Luca Verrelli parlerà del rapporto fondamentale tra Pietrobono e Pascoli.

La Mostra presso la Galleria al piano terra del Palazzo Conti Gentili di Alatri

Con la Mostra abbiamo voluto proporre non una semplice esposizione, ma – anche qui – una storia; abbiamo voluto che fosse una Mostra raccontata, per questo abbiamo posto cura particolare nell’apparato didascalico, cercando di esporre delle mini storie che diano senso a quanto esposto, che non è molto (e molto si potrà fare di più in futuro) e non è tutto nemmeno di quello che abbiamo ad Alatri, ma è quanto siamo riusciti a mettere insieme attingendo al patrimonio del Centro Pietrobono conferito, al momento dello scioglimento, alla Biblioteca Comunale della Città, che costituisce un Fondo che verrà presentato dal nostro direttore Antonio Agostini. Ad arricchire il contenuto della Mostra hanno contribuito due collezionisti privati, Remo Costantini e Filippo Petricca, con foto, documenti, tra cui vanno senz’altro segnalati alcuni fogli della partitura originaria dell’Inno alla Madonna della Libera, composto da Licinio Refice nel 1940, per la riapertura dopo i restauri della Chiesa di Santa Maria Maggiore, con versi scritti da Luigi Pietrobono. La foto della casa natale di Pietrobono, distrutta dai bombardamenti del 1944. E una affettuosa lettera originale di Giovanni Pascoli al suo amico di Alatri. Una citazione merita la bella grafica curata da Mario Ritarossi.

Per questo appuntamento siamo riusciti a proporre una novità straordinaria. Presso la Discoteca di Stato abbiamo rintracciato (grazie alla segnalazione di Norma Compagnone, abile esploratrice di Archivi della nostra Biblioteca) alcune registrazioni di padre Luigi Pietrobono, contenute in una serie di dischi con letture di Dante affidate a Lui e ad altri autorevoli studiosi. Le registrazioni sono 12, padre Luigi Pietrobono ne ha fatte 4, su quattro canti della Commedia che legge con la sua bella voce di novantenne, le registrazioni infatti su dischi in vinile (riversati per noi in digitale) sono del 1952. Per noi è stato un momento emozionante ritrovarle e ascoltarle, e siamo certi che la stessa emozione emozione condivideremo insieme questa sera.

L’anno prossimo sarà l’anno Dantesco. La nostra Associazione sta predisponendo un programma che proporrà alle Istituzioni locali, al nostro e ad altri Comuni, ma non solo Comuni, per popolarlo di eventi, momenti di studio, ricerca. Nel nome di Luigi Pietrobono e la vocazione di questa nostra terra.

Il 21 maggio del 1955, quando a Casamari le istituzioni provinciali, alla presenza di un ministro dell’epoca, resero onoranze ufficiali allo Studioso ormai noventatreenne, egli pronunciò un discorso di ringraziamento, nascondendo a malapena la commozione, che può essere eletto a rivendicazione d’orgoglio della sua origine. “Ebbene – Egli disse – a chi vi dice Ciociari, voi dite che un Ciociaro ha dedicato la sua vita a Dante e fissò il suo pensiero al pensiero di Dante”. 

Lo abbiamo voluto citare, perché possa valere anche per noi. Oggi.

(27 febbraio, 2020)

 

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