Ritratti, viste e sentite

Alla ricerca di Troppa. Puntata seconda. Il Compianto di Terni

Un Compianto di Girolamo Troppa (foto del titolo) è esposto nel museo Caos di Terni, una struttura culturale ricavata da un vecchio opificio appena fuori dal centro storico della città. Siamo alla  seconda tappa del nostro avvicinamento alla Mostra della Pietà di Alatri (che abbiamo chiamato “Il Cristo svelato”, non solo per lucrare, con un innocuo gioco di parole, sul nome del celebre “Cristo velato” della cappella napoletana di Sansevero), ripercorrendo per quanto possibile le tracce di un pittore che fu prolifico nella produzione, disuguale (tanto da ingenerare qualche confusione) negli esiti artistici, dalla biografia accidentata e che, comunque, oggi sta attirando l’attenzione di diversi studiosi che annunciano studi e monografie sulla sua opera.

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viste e sentite

DIARIO DI UNA MOSTRA/1 BREVE VIAGGIO NEI LUOGHI DI GIROLAMO TROPPA

Girolamo Troppa, il pittore della seconda metà del seicento su una cui  tela, custodita nella sacrestia della Cattedrale di Alatri, noi dell’Associazione Gottifredo stiamo preparando una mostra – avviata dall’ idea e dall’impulso di Mario Ritarossi che l’ha riportata all’attenzione di tutti – è ricordato con una targa posta all’entrata della casa natale nel borgo di Rocchette, nel comune di Torri in Sabina.

Ci sono stato qualche giorno fa con lo stesso Mario Ritarossi, accompagnati dal sindaco di Torri, il medico Michele Concezzi, e dal cultore di storia locale (ma anche imprenditore agricolo) Paolo Della Torre, che è a capo di una associazione chiamata “Cento per cento Rocchette” che non nasconde l’antico rivendicazionismo campanilista nei confronti del vicinissimo paese di cui, dopo essere stato autonomo, è diventato frazione.

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Ritratti

La necessità del corniciaio

Un corniciaio convinto che “un quadro senza cornice è come l’anima senza il corpo”, un gruppo di amici e di artisti che fondano un’associazione per realizzare il loro sogno di cambiare – con la cultura e l’arte – Alatri, una cittadina della nostra grande provincia italiana. Una storia “minore”, raccontata per i lettori de “L’Inchiesta” e riproposta, oggi, per quelli del nostro blog. 

Nell’ultima domenica di questo mese di agosto, a conclusione dell’estemporanea di pittura che, sempre in questo periodo, ormai da qualche anno viene organizzata ad Alatri da un’associazione di artisti che si chiama (e non solo per risultato dell’acronimo) “Acta”, verrà assegnato un premio speciale dedicato alla memoria di mio padre. Toccherà al pittore o alla pittrice che, a giudizio di una giuria di esperti, avrà dipinto un quadro che sarà riuscito a catturare un aspetto inedito, uno scorcio inusuale della città. La motivazione del premio rendiconterà in breve il perché.

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Ritratti

Il ritratto di D’Arrigo

Il ritratto di Stefano D’Arrigo che Mario Ritarossi ha disegnato per il nostro Quarantennale dell’Horcynus Orca, celebrato tra Arcinazzo e Trevi nel Lazio (http://horcynusorca40.wix.com/convegno), racconta di un uomo diverso da quello che rimandano le foto che si possono vedere cliccando su google images (nella serie compare anche un disegno che lo ritrae su una barca che vorrebbe essere quella dell’ultimo viaggio di ‘Ndria). Non parlo delle foto in cui lo scrittore compare con la bocca semi coperta da una mano, ma di quelle in cui una piegatura delle labbra vorrebbe suggerire un atteggiamento ironico e penetrante nello stesso tempo e che tuttavia tradisce come un’irritazione, un moto d’astio che non riesce del tutto a trattenersi nei confronti dello sconosciuto osservatore, se non del fotografo stesso che gli è davanti.

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