Gradevole, divertente, ruffiano, in qualche punto fino a scivolare nel parodistico, con due attori (e il contorno di comprimari, piccoli e adulti) in grande forma e convincenti ma attaccati a personaggi che la loro storia la dicono già tutta dalle prime battute, idilliaco, fin troppo, e perciò un po’ falso come tutti gli idilli, diretto nella denuncia di un problema mai affrontato seriamente, quello dello spopolamento dell’Italia e della soppressione delle scuole della dorsale appenninica, ma con proposte di soluzione un po’ troppo facili, in qualche punto perfino ciniche: il film di Riccardo Milani “Un mondo a parte” può essere affrontato da più prospettive, se non si sceglie di considerarlo una bella favola con la sua morale ben confezionata e tuttavia di incerta presa sulla realtà.
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