Mentre sta per chiudersi l’anno di Gianni Toti, nel senso dell’anno del centenario della sua nascita, si avvicina l’anno cinquantesimo di Stefano D’Arrigo, nel senso che nel prossimo febbraio sarà giusto mezzo secolo dalla pubblicazione di Horcynus Orca, romanzo capitale della letteratura europea.
Due sperimentatori, due visionari della parola, profondamente diversi (è ovvio), Toti impegnato e risolto nei molteplici progetti di rifacimento della lingua letteraria, fino ad allargarne infinitamente tutte le maglie, D’Arrigo impigliato in una scrittura senza fine, volta al passato e al sotterraneo per arrivare al futuro e alla luce.
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