capitale umano, memoria

Suoni e canti popolari di Alatri, in un volume e tre CD

Un progetto iniziato nel 2019 si conclude oggi con la pubblicazione (per i tipi di Squilibri) di un volume e tre CD allegati: è l’ultimo atto (per il momento) di Our Folksongs, un’iniziativa dell’Associazione Gottifredo che mette insieme ricerca folclorica, raccolta e scrittura dei canti e delle musiche, rielaborazione artistica e attività formative. E che, inoltre, fa conoscere, mezzo secolo dopo la registrazione, un prezioso “corpus” di canti raccolti nella campagna di Alatri. Di seguito la presentazione del libro.

Questa pubblicazione, un libro più tre CD, curato con la sua riconosciuta competenza dalla etnomusicologa Giuseppina Colicci, è il punto conclusivo di un lavoro di ricerca e rielaborazione di canti popolari dell’area di Alatri, un tempo definita “cuore” della Ciociaria, che presenta molteplici caratteri di novità e originalità.

Alatri, infatti, nonostante abbia avuto e abbia una ricca attività musicale e sia sede di un festival del folklore che ha superato il mezzo secolo di vita, ha iniziato piuttosto tardi ad affrontare con metodologia scientifica il suo repertorio di musiche di tradizione orale tanto che di esso non reca traccia neppure la raccolta più importante di musica popolare ciociara, quella di Luigi Colacicchi, ancora oggi punto di riferimento per questo tipo di studi. Una sezione di canti popolari di Alatri, registrati nella zona di Intignano, in realtà, è presente nel volume di Ivan Cavicchi, Mo ci risento ‘ste voci antiche, (1992 – (le cui registrazioni lo studioso ci ha consentito di utilizzare per questa occasione) che, non a caso, come apprendiamo leggendo le pagine che seguono, ha costituito una suggestione potente per i giovani del gruppo de I Trillanti che si sono messi alla ricerca dei cantori e dei brani censiti in quel testo, e grazie a una continua, affettuosa, opera di interrogazione hanno ricostruito e arricchito i lineamenti di un mondo musicale ormai avviato alla scomparsa. Dalle ricerche de “I Trillanti” e dal loro incontro con i compositori Antonio D’Antò e Luca Salvadori è nato tutto il resto, come è descritto nel saggio introduttivo di questo volume, firmato dai due musicisti nella veste di curatori di Our Folksongs, un progetto che essi hanno guidato e portato alla conclusione con la passione e il rigore che ne caratterizzano l’elevata statura artistica e professionale.

Our Folksongs fa parte del progetto Coworking Gottifredo dell’Associazione Gottifredo e, come gli altri svolti nello stesso ambito, si avvale del decisivo sostegno della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale e del suo presidente il Professor Emmanuele Francesco Maria Emanuele. Di tale progetto, che ha segnato l’attività e gli obiettivi dell’Associazione per alcuni anni fino a oggi, Our Folksongs mantiene i due elementi essenziali, la ricerca e produzione artistica da una parte, e la formazione dall’altra, passaggio importante quest’ultima perché le conoscenze acquisite possano diventare spendibili in altre ricerche e in altri prodotti.

Nel nostro metodo è sempre previsto il rapporto con le istituzioni formative del territorio nel quale operiamo e non solo. In questo caso, oltre a due illustri specialisti del calibro di Maurizio Agamennone e Serena Facci dell’Università di Firenze e di Roma Tor Vergata, un ruolo significativo è stato rivestito dal Conservatorio Licinio Refice di Frosinone, con i docenti e gli studenti di composizione e con il CREA, il suo centro di elaborazione audiovisiva, all’interno del quale – e con il coinvolgimento dei suoi studenti – si sono svolte le sedute di registrazione del piccolo nucleo di canti popolari rielaborati da “I Trillanti” e delle dodici ricomposizioni eseguite dal quintetto di fiati Koch, diretto da Antonio D’Antò.,Oggi possiamo affermare che abbiamo realizzato esattamente quanto avevamo progettato e secondo le modalità che a noi paiono necessarie per evitare che iniziative di questo valore restino un “unicum” sia pure esemplare. Ciò vuol dire che Our Folksongs merita di avere un seguito e che l’Associazione Gottifredo lavorerà perché questo seguito vi sia

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