sociale, viste e sentite

Una scuola a parte, forse troppo

Gradevole, divertente, ruffiano, in qualche punto fino a scivolare nel parodistico, con due attori (e il contorno di comprimari, piccoli e adulti) in grande forma e convincenti ma attaccati a personaggi che la loro storia la dicono già tutta dalle prime battute, idilliaco, fin troppo, e perciò un po’ falso come tutti gli idilli, diretto nella denuncia di un problema mai affrontato seriamente, quello dello spopolamento dell’Italia e della soppressione delle scuole della dorsale appenninica, ma con proposte di soluzione un po’ troppo facili, in qualche punto perfino ciniche: il film di Riccardo MilaniUn mondo a parte” può essere affrontato da più prospettive, se non si sceglie di considerarlo una bella favola con la sua morale ben confezionata e tuttavia di incerta presa sulla realtà.

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Io Bernie Sanders per un mese

È mio quel volto affaticato e un po’ gonfio che annuncia, con un ultimo live streaming su facebook alle prime luci dell’alba di lunedì 6 giugno, la fine del mio piccolo sogno, quello di diventare sindaco di Alatri, un paese di trentamila abitanti piantato in mezzo al Lazio, nel cuore di quello che fu lo stato pontificio. Il risultato dello scrutinio è ormai definito, non sono andato oltre il 12,6% dei voti, al di sotto delle mie speranze, anche se tutti quelli che mi stanno intorno nella lunga notte dell’attesa continuano a spronarmi, cercando di convincermi che non è così. E mi ripetono che il mio successo personale è sotto gli occhi di tutti, mentre Mario Vito, mio figlio, scruta preoccupato  l’impercettibile balzo dei miei umori allo sfilacciato arrivo del responso dei 21 seggi elettorali nei quali è distribuito “il popolo sovrano” della mia città, frammentato in 22 mila cittadini elettori.

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