memoria, Ritratti

Alatri, un abbraccio per Paride Quadrozzi

Ho conosciuto Paride nel 1970, era diventato da poco segretario della sezione del PSI di Alatri, espressione del rinnovamento e del ringiovanimento del partito che era seguito alla scissione socialdemocratica dell’estate dell’anno prima.
In quell’anno si tennero le elezioni amministrative e Paride venne eletto consigliere comunale, gli altri due furono FRANCO PERCARIO e UGO PAVIA.
Per ben venti anni, si può dire ogni giorno, l’ho incontrato, abbiamo discusso del partito, organizzato iniziative, fatto riunioni. Mi ha raccontato, perciò molto, e qualcosa di questo molto voglio ricordare nell’occasione in cui ALATRI GLI DEDICA UNA PIAZZA: qualcosa che riguarda soprattutto la sua attività, le sue aspirazioni di amministratore della nostra città.

IL CONSIGLIERE COMUNALE
Quando fu eletto per la prima volta consigliere comunale, trascorse tutta l’estate a leggere e studiare gli atti dei consigli comunali degli anni precedenti. Voleva impadronirsi di una storia che aveva avuto altri come protagonisti per poter essere protagonista lui stesso di quella successiva che stava iniziando con questa sua prima consiliatura del 1970.
È stato un consigliere comunale scrupoloso; ogni seduta del consiglio era preceduta da una riunione del direttivo della sezione e lui illustrava, dopo aver acquisito la documentazione depositata in Comune, i vari punti discutendoli con tutti noi perchè poi la sua posizione fosse la sintesi di quella di tutti. Un metodo di lavoro che non so quanto sia praticato oggi ma che si basava sul ruolo centrale nella vita politica amministrativa delle sezioni di partito che, come è noto, non ci sono più o pensano ad altro.

LA CITTA’ POLICENTRICA
Ricordo alcuni temi della sua battaglia amministrativa, davvero innovativi, che diventarono di tutto il Partito e conquistarono adesioni anche fuori, nella città.
Il primo, certo il più importante, fu di tipo urbanistico. La lotta per affermare l’idea di una città, come diceva lui, “policentrica”; che fosse consapevole dell’importanza vitale del centro storico e delle sue ricchezze artistiche e, nello stesso tempo, regolasse la sua crescita intorno a molteplici centri abitati delle aree periferiche, dotati delle infrastrutture necessarie per assicurare parità di servizi a tutti i cittadini.
In quei primi anni settanta in cui Paride iniziò la sua attività di consigliere, il PSI lanciò la proposta di applicare l’edilizia economica e popolare per ristrutturare le abitazioni abbandonate del centro storico e, contemporaneamente, la proposta di zone di espansione dell’edilizia popolare in aree di campagna, per dare una risposta alla domanda di case dei nostri concittadini senza costringerli ai cosiddetti abusi di necessità. Sembravano eresie, si scelsero altre strade e soluzioni apparentemente più semplici, ma forse la storia della nostra città (per lo meno quella urbanistica, ma anche finanziaria) sarebbe stata diversa se si fosse colta la carica riformatrice di quelle proposte.

IL GIARDINO DEL VESCOVO
Voglio ricordare anche la sua proposta, che trovò poi espressione nel discorso che a nome del gruppo socialista pronunciò in un Consiglio comunale della fine estate del 1984, convocato per l’imminente visita di Papa Giovanni Paolo II alla città, di aprire il Giardino dell’Episcopio abbattendo il muro che lo cinge, per destinare a tutti i cittadini l’intero splendido piazzale dell’Acropoli. Spero che negli archivi del Consiglio ci sia traccia di quell’intervento, perchè rappresentò un momento nobile della nostra massima assise.

LO STUDIO, IL GIORNALISMO, IL CINEMA
L’attività politica (che lo portò a essere candidato per due volte al Consiglio Regionale) non è mai stata separata in Paride dall’attività di studio. Ha scritto e pubblicato centinaia di pagine, molte di polemica politica, molte altre di approfondimento storico e sociale. È stato giornalista sportivo con il Corriere dello Sport (io lo seguivo nelle trasferte nei campi della nostra provincia e, al ritorno mentre lui guidava, trascrivevo i pezzi che mi dettava); ha diretto bollettini e notiziari di partito (“I quaderni socialisti”, quando era responsabile stampa e propaganda del Partito provinciale), è stato collaboratore e redattore di “Dismisura”, dove scriveva di cinema (un’altra sua grande passione, con la fotografia), è stato video maker, regista di “corti”; direttore della televisione locale TV Ernica. Ha “riscoperto”, scrivendone la biografia (e con questo libro vinse il premio Carlo Minnocci), la figura di Giulio Alonzi, giornalista di Veroli che fu vice direttore del Corriere della Sera dopo la liberazione; una esemplare figura di democratico.

DOPO IL PSI
A questa attività ha continuato a dedicarsi dopo la conclusione della sua esperienza politica che è avvenuta con la fine del PSI, di quel PSI di cui molti di noi furono militanti e che è stato il partito che ha promosso e guidato le vere grandi riforme dell’Italia repubblicana, tutt’altra cosa – mi pare – dalle innovazioni regressive e confuse che stanno restringendo, per tante ragioni e progressivamente da almeno un trentennio, quegli spazi di libertà, democrazia, sperimentazione politica e riformismo sociale e istituzionale, ai quali i socialisti avevano legato i momenti più belli della loro bella storia.

Con Paride negli ultimi anni, dopo la fine del PSI – diciamo del PSI della prima Repubblica – non ci eravamo più frequentati, anzi fra noi c’è stata anche qualche freddezza, le inevitabili tensioni che la vita politica porta con sé. Ma su un punto siamo stati sempre concordi, sul dovere di difendere quella storia, per quello che eravamo stati noi e tanti altri e per la verità. Ed io avevo sempre apprezzato nel vecchio amico e compagno di militanza politica il fatto che fosse restato fino al momento della sua chiusura segretario della Federazione, accettando di gestire il Partito in questa provincia nel momento del suo amaro tramonto. L’abbraccio che non ci scambiammo allora, spero lo senta forte oggi con il messaggio che la sua storia, la storia dei socialisti di Alatri, non sarà dimenticata.

(17 ottobre 2025)

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