Ritratti, Saggi dispersi

“Codice Siciliano” di Stefano D’Arrigo nello scrigno della Biblioteca Totiana

TRA I CIRCA 15 MILA VOLUMI DELLA BIBLIOTECA TOTIANA, c’è un solo libro di Stefano D’Arrigo, ma si tratta di una edizione rara. E’, infatti, la prima di “CODICE SICILIANO”, la raccolta di poesie uscita in tiratura limitata nel 1957, per i tipi dell’editore Scheiwiller, nella collana (ma di più: un marchio editoriale vero e proprio) “All’insegna del pesce d’oro”.

L’edizione è preziosa, ne furono stampate 350 copie numerate, quella in possesso della “Totiana” è la numero 236. Il formato, dalla leggendaria e semplice eleganza in carta giallina, è quello “taschinabile”, la nostra copia è collocata in un settore dedicato a libri di formato ridotto, tra cui compaiono altri “pezzi” rari. Ma la particolarità che rende il nostro “Codice Siciliano” ancora più raro è il frontespizio che reca la firma di Stefano D’Arrigo, con una dedica a Carlo Salinari, storico della letteratura italiana (generazioni di studenti si sono formati con il suo “Miti e coscienza del decadentismo italiano”) che fu protagonista della resistenza romana e amico fin da quegli anni di Gianni Toti.

Continua a leggere
Standard
Ritratti, Saggi dispersi

Gianni Toti e Stefano D’Arrigo, incontro su “Carte segrete”

Mentre sta per chiudersi l’anno di Gianni Toti, nel senso dell’anno del centenario della sua nascita, si avvicina l’anno cinquantesimo di Stefano D’Arrigo, nel senso che nel prossimo febbraio sarà giusto mezzo secolo dalla pubblicazione di Horcynus Orca, romanzo capitale della letteratura europea.

Due sperimentatori, due visionari della parola, profondamente diversi (è ovvio), Toti impegnato e risolto nei molteplici progetti di rifacimento della lingua letteraria, fino ad allargarne infinitamente tutte le maglie, D’Arrigo impigliato in una scrittura senza fine, volta al passato e al sotterraneo per arrivare al futuro e alla luce.

Continua a leggere
Standard
Ritratti, viste e sentite

Scherzi totiani

Gianni Toti, conosciuto come fondatore della poetronica, è stato, lungo le sue moltepici vite, giornalista e direttore di “Lavoro”, settimanale della Cgil voluto da Giuseppe Di Vittorio, negli anni cinquanta del secolo scorso, Fu una sfida all’insegna dell’innovazione, della creatività, della ricerca di un modello popolare vincente nella stampa italiana, capace di coniugare impegno e tempo libero. Intervistai Gianni Toti trentasette anni fa, oggi – come presidente dell’Associazione Gottifredo – custodisco il suo Fondo librario e archivistico.

Si possono anche chiamare scherzi del destino, ma in realtà a determinarli, questi scherzi, c’è sempre una ragione più o meno nascosta, una traiettoria della vita di ciascuno che non può che andare in quel modo, secondo una necessità che a un certo punto del tragitto si rivela inevitabile.

Continua a leggere
Standard