Inchiesta

Palinodia molisana, a Trivento

Ho scritto, anni fa, di un’azienda che a Trivento – nel Molise che confina con l’Abruzzo e se ne va verso le alture del Matese – produceva farro. Era proprietà di una cooperativa, Nuova Europa 2000, guidata da un giovane imprenditore, Antonino Molinaro, simpatico – come constatai direttamente, incontrandolo – e generoso, come mi venne assicurato dal mio accompagnatore, il direttore della Caritas diocesana, il mio amico don Alberto Conti, che sapeva delle elargizioni di vario tipo di cui avevano beneficiato diverse famiglie povere della zona.

L’imprenditore mi raccontò la storia della sua azienda, il progetto di trasformarla in una realtà agroalimentare basata su colture biologiche, la fortuna di essersi imbattuto, quasi casualmente, in un esportatore tedesco che aveva aperto, con successo, i mercati della Germania al suo farro e alla pasta, di diversi tagli, prodotta nello stabilimento.

Mi spiegò anche, con evidente soddisfazione ma senza dismettere l’atteggiamento di chi, per timidezza, non ama celebrarsi troppo, che molti contadini della zona avevano riconvertito a farro le coltivazioni  dei loro terreni e si era così creata una filiera che assicurava reddito a molti.

Torno adesso a vedere cosa è successo a quella azienda, accompagnato sempre da don Alberto che, nelle vicinanze, ha stabilito la sede della Caritas, che prima stava ad Agnone, distante una ventina di chilometri.

Cosa sia successo lo documentano le foto che pubblico in questo post. Lo stabilimento è chiuso, il piazzale invaso dall’erba testimonia che lo è ormai da parecchi anni. L’Azienda del farro che avevo visitato quindici anni fa non c’è più, gli ultimi operai, che per anni hanno montato, a turno, la guardia allo stabilimento per impedire che venisse derubato delle sue attrezzature, dopo che era stato già sventrato degli impianti, hanno trovato lavori più o meno precari, in gran parte nella Molisana, la grande azienda di Campobasso che, dopo anni di appannamento e difficoltà, sembra ora entrata in una favorevole congiuntura.

Trivento 2

La ex fabbrica del farro, invece, dopo il fallimento del 2003 e un paio di tentativi di ripresa affidati a società che ne hanno ottenuto in affitto la gestione, è stata chiusa nel dicembre del 2013 e anche l’ultimo incanto di vendita, espletato nello scorso febbraio, è andato deserto. Per prendere tutto, basterebbe, più o meno, un milione di euro che nessuno sembra, però, disposto ad offrire. Da vendere è restata, in realtà, solo la pastificatura, poiché gli altri macchinari (il mulino, la pulitura e il decortificatore del farro) sono già stati dismessi dal curatore fallimentare per una cifra che, mi dicono, è risultata inferiore di cinquanta volte a quella che fu necessaria per acquistarli.

È una vicenda che presenta molti punti da chiarire. Il fallimento della cooperativa, prima di tutto, che nessuno mi sa spiegare se dovuto unicamente alla truffa, che pure ci fu per ottenere finanziamenti italiani e europei non dovuti, o anche a una crisi di mercato. L’unica cosa certa è la sentenza che tre anni fa ha condannato Molinaro (nel frattempo diventato consigliere regionale di Forza Italia) a cinque anni di reclusione per bancarotta. Ma perplessità ci sono anche sulla conduzione della curatela fallimentare, che non è riuscita a mantenere integro l’apparato produttivo dell’azienda, dando un colpo così alla possibilità di assicurarle continuità e rilancio (tutt’altro che scontati, comunque) a dispetto delle avversità giudiziarie.

A Trivento ho parlato con il sindaco, Domenico Santorelli, e con l’ultimo operaio dello stabilimento ancora da ricollocare e che ancora non sa prevedere se la Molisana, dopo i suoi colleghi, chiamerà anche lui.

Il sindaco è molto cauto, assicura di essere a disposizione dell’eventuale nuovo acquirente per agevolare le procedure di competenza comunale. Tutti sono convinti che il progetto del farro e dei prodotti biologici potrebbe ancora conquistarsi un futuro. Intanto, però, non si muove nulla. E io, tornando in un luogo del quale avevo descritto – e condiviso – le speranze sono costretto a registrare una smentita (non l’unica) che arriva da queste zone, quindici anni dopo il mio primo viaggio. Palinodia molisana, è il titolo giusto di questo mio post.

 

 

 

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2 risposte a "Palinodia molisana, a Trivento"

  1. Gianfranco Mazzei ha detto:

    Su quello che è successo dopo il fallimento della Cooperativa andrebbe fatta una seria inchiesta per verificare le azioni messe in campo dal curatore fallimentare.
    Oggi l’impianto ancora potrebbero tornare a vivere, per esempio, attraverso una raccolta fondi

    Mi piace

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