Ritratti

Il ritratto di D’Arrigo

Il ritratto di Stefano D’Arrigo che Mario Ritarossi ha disegnato per il nostro Quarantennale dell’Horcynus Orca, celebrato tra Arcinazzo e Trevi nel Lazio (http://horcynusorca40.wix.com/convegno), racconta di un uomo diverso da quello che rimandano le foto che si possono vedere cliccando su google images (nella serie compare anche un disegno che lo ritrae su una barca che vorrebbe essere quella dell’ultimo viaggio di ‘Ndria). Non parlo delle foto in cui lo scrittore compare con la bocca semi coperta da una mano, ma di quelle in cui una piegatura delle labbra vorrebbe suggerire un atteggiamento ironico e penetrante nello stesso tempo e che tuttavia tradisce come un’irritazione, un moto d’astio che non riesce del tutto a trattenersi nei confronti dello sconosciuto osservatore, se non del fotografo stesso che gli è davanti.

Mario, con pochi tratti e un leggero riposizionamento della inquadratura del volto, modifica l’espressione, addolcisce la linea della bocca aprendola a un sorriso, lo sguardo diventa così più cordiale, di una cordialità che si flette verso l’interno ma è tanto vitale da riuscire a trasmettersi fuori, con compostezza: con la serenità di chi ha concluso una sua opera e ne è soddisfatto.

Ritratto di Stefano D'Arrigo

Stefano D’Arrigo secondo  Mario Ritarossi

Di Stefano D’Arrigo è stata tramandata una fama di uomo depresso, sempre sull’orlo della disperazione. Così scrive di averlo incontrato, proprio ad Arcinazzo intento nella interminabile correzione delle bozze, Niccolò Gallo che da lui si recava per mettergli fretta (lo ricorda adesso Giancarlo Ferretti nella sua biografia del grande editor mondadoriano). Walter Pedullà che lo frequentò ben più lungamente e da amico dice cose diverse: “era tutt’altro che depresso”, ha ricordato nell’intervista che ha aperto il convegno sul Quarantennale prima citato. “Rideva, raccontava storielle, era un grande affabulatore capace anche di inventare fatti e cose per far tornare bene il racconto”, ha risposto a una nostra domanda, così riconciliando l’immagine ufficiale dello scrittore con quella che è rimasta nel ricordo delle persone che lo frequentarono ad Arcinazzo e ne hanno portato testimonianza in coda alla prima giornata del nostro convegno. Molto cordiale lo ha ricordato anche Moshe Kahn, nell’intervista conclusiva della manifestazione, che lo incontrò per annunciargli la sua intenzione di tradurre in tedesco l’Horcynus e ne ricevette incoraggiamenti e una sola raccomandazione, quella di non tradire la musicalità di quelle pagine: un ammonimento che, accompagnato dalla sua sensibilità di musicologo, ha guidato tutte le scelte di traduzione del letterato tedesco: dalla individuazione del tedesco parlato come ricalco della lingua darrighiana, alla riproposizione della struttura della versificazione classica fino alla ripetizione, nell’ampiezza dei diversi giri narrativi, delle stesse misure e del numero delle battute-accenti del periodare dell’originale.

Ma nel ritratto di Ritarossi compare un’altra cosa ancora. La pacata e cordiale serenità dello sguardo del suo D’Arrigo (posta in risalto, come detto, da una piegatura addolcita della bocca) è anche un’interpretazione del romanzo dello scrittore siciliano che, come insegna Pedullà, è lo spazio letterario che ricompone la divaricazione tra occhio destro (quello naturalista) e l’occhio sinistro (quello espressionista) della narrativa europea del secolo scorso. Il momento di incontro, cioè, tra “visto cogli occhi” e “visto cogli occhi della mente”, i due poli della semplice gnoseologia dei pescatori dello Scill’e cariddi e il tratto identificativo, riscoperto da Mario Ritarossi, del volto di D’Arrigo, segnato da un mite e consapevole sorriso.

Standard

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...