sociale

Povertà, è la volta buona o l’ennesima volta?

Serve ancora un decreto legislativo (ma forse più d’uno) da varare entro sei mesi prima di poter parlare di un atto concreto per attuare una misura universale contro la povertà (tendenzialmente universale, in realtà, perché già da ora si sa che non tutto l’universo dei poveri verrà coperto per insufficienza di risorse a disposizione). Ieri c’è stato, infatti, l’ultimo via libera parlamentare al disegno di legge delega che, nell’istituire lo strumento, battezzato reddito di inclusione, ne affida l’esecuzione al nuovo provvedimento legislativo. Si ha la sensazione di tornare sempre al punto di partenza, in un tourbillon di nomi e definizioni che fa perdere il conto e la testa anche a chi di misure anti povertà si occupa da sempre e proprio per questo coltiva, in proposito, la sana riserva del dubbio.

A noi sembra di essere tornati indietro di quasi venti anni, alle sperimentazioni del reddito minimo di inserimento che introdusse nozioni quali la prova dei mezzi, l’universalismo selettivo, il programma di reinserimento, lo scambio tra sostegno monetario e impegno ad attivarsi per intraprendere sentieri virtuosi per rimuovere le condizioni della miseria, l’intreccio tra dimensione personale e familiare. Compreso il punto fondamentale del ruolo affidato ai comuni nella strategia antipovertà in quanto livello istituzionale più vicino al bisogno. Una recente inchiesta di Rutger Bregman, pubblicata dal settimanale “Internazionale” (1168, 26 agosto 2016, Reddito di uguaglianza), ha sostenuto, tra l’altro, che la logica “pattizia” e la connessa, pur se non declamata, teoria della “pigrizia dei poveri”, che costitutisce la base politico-filosofica del reddito di inclusione – si è rivelata, nell’esperienza (anche storica) delle politiche sociali statunitensi, tutt’altro che garanzia del risultato.

C’è da chiedersi, adesso, che frutto si sia tratto da quel biennio di sperimentazione, quali indicazioni ne siano state ricavate per il progetto di oggi (allora emersero criticità soprattutto nella regia dei comuni, per le diverse potenzialità dell’ambiente sociale ed economico di riferimento e della qualità delle  performances dei servizi sociali). L’unica modifica di rilievo (acquisita da successive sperimentazioni) è quella dell’uso della carta prepagata a proposito della quale c’è da augurarsi che siano stati risolti i gap tecnici che, nelle precedenti attuazioni, ne minarono la credibilità, mentre tutte le altre controindicazioni a cui venne impiccato il governo che la ideò (tra cui lo stigma sociale appiccicato all’esibizione della carta – lo scrissi io stesso) stanno ancora là, irrisolte ma anche senza più – almeno sembra – la voglia di affrontarle, discuterle e superarle. E, infine, continuiamo ad attendere, con qualche apprensione, che ci sia rivelato come si procederà a riordinare l’intero sistema delle provvidenze per i bisognosi, enunciato e promesso da sempre e mai effettuato, anche se è proprio da questo che dipende la sostenibilità finanziaria di una estensione davvero universale del reddito di inclusione.

Si ricomincia, dunque. Speriamo sia la volta buona. E che – come ha auspicato Cristiano Gori dell’Alleanza contro la povertà – non ci si fermi ad appena un terzo della strada. L’unica certezza, al momento, è che il finanziamento garantito dallo stato è ancora notevolmente al di sotto della necessità rappresentata da una platea di poveri che supera – dati Istat alla mano – il milione e mezzo di famiglie e i 4 milioni e mezzo di persone. Il ministro Giuliano Poletti ha precisato, infatti, che i beneficiari del godimento della nuova misura (con un’erogazione monetaria fino a 480 euro mensili) saranno 400 mila nuclei familiari e circa 1 milione e 800 mila persone. E gli altri, quando?

 

 

Annunci
Standard

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...